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Metodi diagnostici :

Attualmente la ricerca della causa che provoca la sterilità deve essere realizzata da un’équipe multidisciplinare, che opera in diversi modi nello studio della coppia sterile.

La valutazione deve essere completa, poiché a volte le cause che provocano la sterilità possono essere diverse. L’analisi di un solo fattore potrebbe non essere sufficiente per offrire tutte le informazioni necessarie per effettuare una diagnosi.

Tutti questi test diagnostici fanno parte di un protocollo prestabilito, una volta terminato il quale, lo specialista potrà comunicare alle coppie quante possibilità esistono di produrre una gravidanza, in base alla tecnica di riproduzione assistita più appropriata nel loro caso specifico.

Spermiogramma :

Spermiogramma: Si tratta dell’esame delle caratteristiche fisico-chimiche del liquido seminale (volume, colore, pH, liquefazione, viscosità, ecc.) e della quantità di spermatozoi in esso contenuti, della qualità della motilità, morfologia, ecc.

I valori considerati normali in un uno spermiogramma sono:

  • Concentrazione: 20 milioni per ml o 40 milioni totali.
  • Motilità: 50% di spermatozoi con motilità progressiva.
  • Morfologia: 30% di forme normali secondo l’OMS o 15 % secondo i criteri di Kruger (a nostro avviso con un miglior valore prognostico).
  • Nei centri di riproduzione assistita è anche molto importante esaminare il TEST DI CAPACITAZIONE.

    Si tratta di una prova che consiste nel far attraversare agli spermatozoi diversi strati di una sostanza altamente densa a diverse concentrazioni, mediante centrifugazione.
    In questo modo è possibile separare gli spermatozoi mobili dal resto del liquido eiaculato, migliorandone allo stesso tempo la motilità. Sarà proprio la concentrazione finale di spermatozoi con una maggiore motilità quella che ci consentirà di stabilire la tecnica idonea in ogni caso.

    Lo studio degli spermatozoi viene realizzato in alcuni casi con:

  • Spermiogrammi molto alterati.
  • Abortività ricorrente.
  • Errori nell’impianto.
  • Basso tasso di fecondazione con trattamenti in vitro.
  • Cariotipo alterato.
  • È opportuno approfondire lo studio, poiché negli ultimi anni è stato possibile confermare che molti casi d’infertilità maschile sono dovuti a fattori genetici, cosa che produce spermatozoi dalla struttura o dalla dotazione cromosomica alterate.

    La tecnica FISH (Ibridazione in situ fluorescente) applicata agli spermatozoi consente di identificare qualsiasi alterazione cromosomica che potrebbe essere la causa dell’infertilità e/o dell’inefficacia delle tecniche di riproduzione assistita. I cromosomi che si sono visti alterati con più frequenza, mediante questa tecnica, sono il 13, 18, 21, X, Y.